Fa caldo, ma…

ImmagineLa maggior parte dei matrimoni viene celebrata tra maggio e settembre. Se ci si sposa nei mesi estivi, bisogna mettere in conto che possa capitare una giornata torrida. Soffrire il caldo (e farlo soffrire agli invitati) non è per niente chic, quindi vediamo come ci si deve comportare in questi casi.

Partiamo ovviamente dall’abbigliamento. La sposa avrà certamente valutato, durante la scelta dell’abito, tutte le opzioni meteorologiche possibili per la data del sì e avrà scelto in maniera opportuna come vestirsi. Calze sì o no? Per la sposa la risposta è necessariamente sì, perché sono sinonimo di eleganza. Esistono in commercio decine di marche e modelli leggerissimi, impalpabili, abbronzanti e addirittura rinfrescanti, quindi niente scuse! E se voglio mettermi i sandali? Chiede qualcuna. La scarpa più adatta per la sposa è la décolleté o la slingback (chiusa davanti, aperta dietro). Il galateo non contempla assolutamente i sandali, ma se pensate che quella sarà l’unica occasione della vostra vita per indossare un paio di Jimmy Choo argentati, be’, fate come volete. Ricordate però che i sandali con le calze sono inguardabili!!

Lo stesso discorso vale per le invitate, naturalmente con un po’ più di elasticità. Bisogna sempre tener conto del grado di formalità dell’evento. Se è seguito da un pic-nic in campagna, le calze si possono tranquillamente evitare.

ImmaginePer un matrimonio sotto il solleone, il luogo del ricevimento dovrà essere fresco (leggi: con aria condizionata) o almeno ventilato. Sarà opportuno scegliere un menù leggero, a base di verdure, pesce, frutta fresca.

Un ultimo appunto di stile: se il matrimonio è super-chic e l’invitata decide di mettere il cappello (in genere si può fare se lo indossano la mamma dello sposo e una delle testimoni), dovrà ricordarsi che non può toglierlo fino alla fine del ricevimento. Invitata avvisata, mezza salvata!

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Preparativi senza stress

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Le cose da fare il giorno del matrimonio, indubbiamente, sono tante e purtroppo sono di quel tipo che bisogna lasciare all’ultimo momento: il trucco e l’acconciatura, indossare il vestito e sistemarne i dettagli, indossare gli accessori (gioielli, velo, scarpe e bouquet), senza contare le eventuali crisi di panico dell’ultimo minuto!

Per prepararsi al meglio a questa fase, meglio organizzarsi con gli anche superflui elenchi di incombenze e, possibilmente, delegare qualcosa ai parenti e agli amici più stretti. Calcolare i tempi con molta abbondanza sarà d’aiuto per far fronte all’eventuale imprevisto, tipo la smagliatura di una calza o una lacrima che cola sul trucco.

ImmaginePer quanto riguarda l’aspetto “fotografico” della faccenda, cerco sempre di essere presente durante questa fase, sia per dare una mano (di bottoncini ne ho allacciati tanti!) sia per conoscere un po’ meglio gli sposi. È questo il momento, infatti, in cui si crea una sintonia con la coppia. Almeno per quanto mi riguarda.

ImmagineUna volta i fotografi usavano seguire solo i preparativi della sposa, ma oggi anche lo sposo gode degli stessi diritti e privilegi. Oltre tutto, questi momenti sono occasione di bellissimi scatti, che contribuiranno al ricordo piacevole della giornata: la foto delle scarpe non ancora indossate è sempre più richiesta negli album, così come quella dell’abito ancora appeso alla stampella. Insomma, i preparativi hanno in sé una grandissima poesia, basta viverli con lo spirito giusto, accompagnati da persone competenti.

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La bomboniera 2.0

ImmaginePer quanto possa sembrare difficile crederlo, la bomboniera non è sempre esistita. Il termine si riferisce a una piccola scatola per dolci che si usava regalare nel Settecento, la “bombonnière” appunto, ma l’uso di piccoli doni in occasione dei matrimoni risale a qualche secolo prima, quando si dava agli invitati una coppa in miniatura o una piccola scatola preziosa.

Naturalmente oggi c’è molta libertà riguardo alla scelta dell’oggetto, ma l’importante è ricordarsi che il proprio gusto potrebbe non corrispondere a quello degli invitati. Di conseguenza optare per un oggetto poco invadente sarà la cosa migliore.

ImmagineQuali sono le tendenze in fatto di bomboniere? Al primo posto sta l’oggetto utile, magari l’utensile da cucina, seguito da prodotti di consumo, come bottiglie d’olio o di vino, prodotti biologici o ecosostenibili, miele o marmellata, saponette e candele. Tutte queste cose saranno sicuramente gradite, come un bonsai o una piccola pianta, oppure dei semi.

La bomboniera è uno di quei casi in cui il contenitore è quasi più importante del contenuto. La scelta di una bella scatola, di un nastro prezioso o dei fiori di stagione saranno segno di una grande attenzione nei confronti degli invitati. I colori di moda quest’anno sono il verde, il giallo, il rosso e il blu, oltre agli intramontabili bianco, avorio, rosa.

ImmagineL’ideale è comunque che l’oggetto parli della coppia, quando possibile, ma non bisogna dimenticare che il motivo per cui si dà è dire “grazie”, un messaggio che dovrà essere ben visibile.

Un consiglio da fotografa

Per consegnare le bomboniere è meglio riservare un angolo della sala o, meglio ancora, un locale dedicato, in modo che il momento del saluto agli invitati sia raccolto. Una disposizione scenografica o quantomeno studiata delle scatoline aggiungerà un tocco di classe!

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Bambini al matrimonio: tortura o divertimento?

ImmagineSecondo il galateo, la presenza dei bambini sotto i dieci anni è esclusa nelle cerimonie di nozze, ma questo è un tema in cui il libero arbitrio ha un peso maggiore che l’etichetta. La regola può essere tranquillamente infranta, ma la decisione spetta solo agli sposi. È evidente che, se nella partecipazione ci sono solo i nomi degli adulti, i bambini non sono stati invitati e si è scelta la via più formale. Questo sarà più che sufficiente. Di pessimo gusto invece scrivere sull’invito che la presenza dei bambini non è gradita.

La tradizione prevede però la presenza di alcuni bambini nel ruolo di paggetti e damigelle. Rigorosamente in numero pari, i paggetti devono portare il cuscino delle fedi, mentre le damigelle hanno il compito di sorreggere il velo della sposa o di spargere petali di fiori. Naturalmente gran parte del divertimento delle mamme starà nel trovare gli abiti per trasformare i loro pargoli in piccoli lord e principesse.

ImmagineQuando la coppia è l’ultima a sposarsi nel giro degli amici, probabilmente i bambini saranno moltissimi. Come fare, per non mettere in croce i genitori e non trasformare la giornata in una vera tortura anche per i bimbi? La soluzione migliore, che si usa ormai da qualche anno, è trovare uno o più animatori per intrattenere i piccoli con giochi, canzoncine e lavoretti. L’ideale sarà riservare una zona del locale per allestire un tavolo solo per i bambini, meglio se colorato e divertente. Se possibile, sarà meglio far preparare un menù a misura di bambino. Sarà certamente un’attenzione gradita agli ospiti più piccoli ma anche ai loro genitori.

ImmagineUn consiglio da fotografa

Se gli sposi hanno già dei figli, meglio assecondarli che tenerli forzatamente lontani dai genitori. Non esiste una regola generale, ma se un bambino vive male l’allontanamento temporaneo da mamma e papà, meglio la sua presenza nelle foto dello scambio degli anelli piuttosto che una scenata durante la cerimonia.Immagine

 

Greetings from…

ImmagineSe avete già organizzato un matrimonio da sogno e vi manca solo un viaggio di nozze da sogno, il post di oggi è per voi.

Alla recente Borsa Italiana del Turismo si è evidenziato un aumento dei viaggi di nozze, dovuto al leggero incremento (secondo l’Istat) dei matrimoni registrato a partire dal 2011: è un mercato che sta generando un giro d’affari di 4,5 miliardi di euro all’anno.

Per sapere quali sono le tendenze più attuali, abbiamo intervistato una professionista di questo settore, Odette D’Amato, dal 2007 titolare dell’agenzia Profumi d’Oriente a Varese.

Quali sono le destinazioni hot per il 2014?

Odette: Sono sempre molto richieste le classiche mete da viaggio di nozze, come la Polinesia, magari abbinata a Stati Uniti e Cile, ma la tendenza vincente dell’anno riguarda Australia, Nuova Zelanda e Nuova Caledonia.

ImmagineQual è il valore aggiunto offerto dalla tua agenzia?

Odette: In un mondo del turismo sempre più standardizzato, quasi da “hard discount”, noi cerchiamo di recuperare nelle nostre proposte i tempi, l’attenzione a la cura delle vecchie botteghe artigiane, costruendo un viaggio su misura del cliente. Per molti dei paesi toccati dai nostri viaggi, forniamo documentazioni specifiche da noi redatte: quando conosci bene una destinazione, sei in grado di trasferire le tue emozioni e il tuo entusiasmo ai clienti. Mi fa sempre piacere ricevere da loro un feedback positivo. A volte, mentre sono ancora in viaggio, mi scrivono per ringraziarmi perché ho capito esattamente cosa volevano!

 

Se volete contattate Odette:

Profumi d’Oriente Travel & Lifestyle

Tel. +39 0332  235260   

profumidoriente@primaretenetwork.it

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Selfie? No, grazie

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Nell’epoca del selfie selvaggio, in cui ogni evento mondano o meno diventa un’occasione per autoimmortalarsi, la qualità del ritratto naturalmente cede il posto, in ordine di importanza, alla spiritosaggine dell’espressione o alla particolarità del luogo in cui è stato scattato.

Diamo qualche idea, senza la presunzione di salire in cattedra, su come si scatta un buon ritratto, soprattutto in un reportage di matrimonio o di un altro tipo di evento. Poiché è inevitabile, per realizzare un servizio fotografico completo, fare molte foto a parenti e amici, l’idea è di rendere questo momento meno noioso e statico possibile, applicando dunque le regole del reportage anche al ritratto.

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Personalmente, anche quando scatto in studio, per prima cosa cerco di entrare in sintonia con le persone che devo fotografare. In questo modo diventa possibile cogliere le loro espressioni più naturali e rilassate, magari in momenti inaspettati: mentre ballano, mentre si salutano, mentre ridono per una battuta e così via. Per questo motivo, alla foto di gruppo standard preferisco di gran lunga il ritratto ai tavoli, dove la gente è più rilassata e sta meno in posa.

Inoltre, se in genere per ritratto si considera il primo piano, io cerco sempre di rivalutare l’intera persona e, quando può servire, anche il contesto o una particolare illuminazione. Tutto ciò è molto utile per ottenere un risultato spontaneo e tirare fuori lo “spirito”, l’atmosfera unica di quel particolare evento.

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Una crêpe da… matrimonio!

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Si usa sempre più, anziché il classico, lunghissimo pranzo nuziale, optare per soluzioni più snelle, come gli aperitivi e – ultimissima tendenza! – le “wedding merende”. Si parte di solito da un buffet salato per poi passare a quello dei dolci e, infine, alla torta nuziale.

Un’idea originalissima potrebbe essere contattare L’abeille Gourmande, una crêperie bretone che si muove a bordo di una simpaticissima Apecar vintage. Nata in ottobre dall’idea di due dinamiche signore, Valérie Cabon e Paola Salvatores, l’“ape golosa” si muove per le vie di Milano cucinando deliziose crêpe dolci e galette salate, che uniscono la bontà della tradizionale ricetta francese con la qualità dei prodotti italiani.

ImmagineValérie e Paola, che in questi giorni hanno lavorato nelle vie del FuoriSalone, sono disposte anche a spostarsi, per seguire altri tipi di eventi. Se volete provare le loro specialità, sulla loro pagina Facebook e su Twitter ogni giorno è segnalata la posizione della loro Ape.

ImmagineIl grande vantaggio dell’Apecar è la possibilità di poterla posizionare praticamente ovunque, oltre alla bellezza – nel caso la scegliate per la vostra “wedding merenda” – del veder preparare al momento le crêpe, magari in versione mini, servite in un elegante cono di carta. Insomma, lo street food diventa très chic!

Per contattare L’abeille Gourmande – Crêperie Bretonne, https://twitter.com/AbeilleGourmand oppure https://www.facebook.com/pages/L-Abeille-Gourmande/692585057442485

Un consiglio da fotografa

Questa volta non vi darò un consiglio da fotografa, ma da golosa: vi consiglio questa galette chèvre (formaggio di capra francese) e miele, con crema di gorgonzola e noci!

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Foto panciuta è sempre piaciuta

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Anzi no. Non è da molto che ha preso piede in Italia, ma ha sempre più successo. Infatti ultimamente, oltre alle richieste che ricevo per i matrimoni, molte riguardano mamme o future mamme che desiderano immortalare il momento della loro gravidanza, meglio se nelle fasi finali. Sarà un bel ricordo per loro ma soprattutto per i loro bambini, quando saranno più grandi.

In genere prima faccio un po’ di conoscenza con la mamma, affinché sia a suo agio durante lo shooting fotografico. Il fatto di trovarsi di fronte una fotografa donna naturalmente aiuta. Per il servizio fotografico non ci sono regole particolari, ma generalmente, se scatto in studio, chiedo di portare dei leggings neri e una canottiera nera, e al resto ci penso io, con fasce, stole, gioielli etnici, se si ama questo stile.

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Lo stile del servizio poi dipende dalla sensibilità personale: c’è chi preferisce la foto ironica, con il disegno del bambino sulla pancia, c’è chi vuole quella romantica, controluce o in bianco e nero. Le cose da inventare sono mille e il più delle volte le foto più riuscite sono state improvvisate al momento.

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Se la futura mamma è accompagnata dal marito o da altri figli, chiedo loro di vestirsi tutti con lo stesso stile o con un colore di richiamo, in modo che le immagini abbiano una certa coerenza. La presenza del resto della famiglia – quando possibile – mi piace molto, perché può trasformare questo momento in un bel ricordo per tutti.

Un consiglio da fotografa

Secondo me, le pance ideali da fotografare sono quelle intorno al settimo mese. Andando oltre si rischia, oltre che di stancarsi di più, di avere delle foto dove le dimensioni della pancia siano un po’ troppo preponderanti rispetto al ritratto.

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